Tempi di scrittura e performance

1.7.4. Tempi di scrittura e performance

Perché il tuo lavoro di produzione di contenuti SEO sia pienamente sostenibile, quanto tempo devi dedicare mediamente per ogni articolo?

Tutto dipende dall’argomento che affronti, dalla complessità delle nozioni e dei tecnicismi, ma anche dalla lunghezza del testo e dall’obiettivo che vuoi raggiungere con quel determinato articolo.

Come abbiamo già visto, produrre solo ed esclusivamente articoli eccellenti è un lavoro troppo duro.

Però, è sicuramente premiante pubblicare di tanto in tanto degli articoli estremamente accurati, che potrebbero fornire un approfondimento su temi specifici, oppure fungere da “guide definitive” che raccolgono i vari consigli a cui si è fatto cenno negli articoli precedenti. Ovviamente, articoli di difficoltà diversa richiedono tempi di realizzazione diversi.

Fatte le dovute premesse, vediamo, fase per fase, quanto tempo dovresti impiegare all’attività di blogging regolare, diciamo per la creazione di articoli non troppo complessi o sfidanti.

L’unità di misura di riferimento è l’articolo informativo dalle 500 alle 1000 parole. Partendo dal presupposto che le ricerche SEO siano già state svolte e che tu abbia pronto il tuo schema di keyword da utilizzare negli articoli.

Preparazione

  • Ricerca delle fonti: 5 minuti
  • Lettura delle fonti e selezione: 10 minuti
  • Analisi delle fonti selezionate e individuazione dei contenuti di interesse: 10 minuti
  • Preparazione della bozza dell’articolo: 5 minuti

Scrittura

  • Redazione del corpo dell’articolo: dai 40 ai 90 minuti
  • Redazione dell’introduzione: 10 minuti al massimo

Ritocchi finali e pubblicazione

  • Correzione bozze: 10 minuti
  • Raccolta foto, video e altri media: 10 minuti

Non dimenticare di inserire foto e video nei tuoi articoli. Prenditi del tempo per cercare delle buone immagini nei siti che offrono foto in stock gratuite o a pagamento. Per i video, YouTube e Vimeo sono le risorse principali. Ricordati di rinominare le foto (e altri media che carichi) con un testo ottimizzato, ad esempio: business-plan-startup-guida-1 – business-plan-startup-guida-2

  • Inserimento in WordPress: 15 minuti
  • Ottimizzazione SEO metadati: 3 minuti
  • Applicazione link interni: 5 minuti
  • Pubblicazione: pochi secondi

Conclusioni

Tirando le somme, si tratta di circa 2 ore e mezza di intenso lavoro per ogni articolo, senza contare le pause.

Due ore e mezza di lavoro di questo genere, ad altissima concentrazione, sono piuttosto pesanti.

Specialmente agli inizi, quando invece di metterci 2 ore e mezza, potresti impiegarne anche 4, perché serve pratica per velocizzare le operazioni.

Ogni persona trova il suo metodo di lavoro. Ti diamo un paio di consigli.

Se fai fatica a spostarti da un’attività ad un’altra in un battibaleno, separa la fase di ricerca da quella di scrittura:

  • prenditi mezza giornata esclusivamente per fare ricerche
  • in 4 ore definisci gli schemi per elaborare almeno 6 articoli
  • dedicati alla scrittura nella seconda parte della giornata o in un altro giorno

Se invece non riesci a compiere azioni ripetitive, ma preferisci cambiare, comincia da capo ogni volta:

  • inizia facendo le ricerche e stilando gli schemi di massimo 2 articoli
  • passa alla scrittura dei 2 articoli
  • pubblicali, insieme o in due momento separati, come ti attrae di più

A un certo punto, l’attività di produzione di contenuti dovrebbe diventare un meccanismo automatico, quasi come in una catena di montaggio.

Perciò, lascia da parte i dubbi e le insicurezze, perché ammazzano la produttività.

I nemici del copywriting

Ecco 3 approcci a cui dire addio per un copywriting efficiente ed efficace.

1- L’insicurezza

Mettere nero su bianco le proprie idee o conoscenze implica per forza uno scontro con noi stessi. Ma guarda il lato positivo: l’unico risultato importante per il SEO copywriter è il traffico (e le conversioni).

Non devi essere cinico, ma solo realista.

Dopotutto, agli errori si può sempre rimediare: nessuno ti impedisce di apportare modifiche e correzioni agli articoli pubblicati.

2- Il perfezionismo

Una delle “bestie” più pericolose per il redattore SEO. Pensi di non essere perfezionista? Beh, se ti accorgi di aver speso 8 ore per produrre un testo di 1500 parole, allora sì, lo sei.

In questa linea di produzione, la perfezione non è uno standard sostenibile.

Con buona pace dei tuoi scrittori preferiti, abbassa le aspettative: i tuoi testi non sono il fine, ma il mezzo.

Non lavori nell’editoria. Hai un business online, che è ben diverso.

3- Scrittura trasandata

Sintassi, grammatica e punteggiatura corrette sono indispensabili per un buon testo.

Devi scrivere in maniera semplice e chiara, ma non trasandata.

Ecco una risorsa utile per chiarire le regole essenziali della punteggiatura e sintassi.

Con quale frequenza pubblicare nel blog?

Una domanda complessa a cui non si può dare una risposta univoca.

Tutto dipende dal traffico generato dal tuo sito e dal posizionamento in SERP.

Nella fase iniziale del lancio del blog, cioè nel momento in cui si cominciano a mettere in atto le buone pratiche SEO e di blogging per raggiungere un buon posizionamento in SERP, è indispensabile produrre un alto numero di contenuti, al fine di stimolare il ranking del sito, appunto.

Popolare il sito di contenuti SEO oriented in grado di attirare visite e produrre conversioni è il tuo personale investimento per lanciare la tua attività online.

Si tratta di un investimento di tempo ed energie, che verranno ricompensate in tempi ragionevoli, come accade per qualunque business tradizionale, se si mettono in pratica le operazioni giuste.

Scrivere con una frequenza precisa aiuta a raccogliere contatti, stimolare le conversioni e a nutrire Google con contenuti sempre freschi e nuovi.

Pertanto, potremmo suggerire una soluzione di questo genere:

  1. In fase di avviamento dell’attività, crea subito una buona base di contenuti SEO per dare l’impulso necessario al tuo sito, in termini di posizionamento e di seguaci;
  2. Dopo la fase iniziale, stabilisci un calendario editoriale per proseguire le pubblicazioni con costanza, possibilmente in giorni prestabiliti della settimana, così da poter offrire un appuntamento sicuro ai tuoi lettori.

Una risposta ipotetica per la domanda “con quale frequenza pubblicare?” potrebbe essere: almeno una volta a settimana.

Ma vuoi sapere come trovare una risposta certa al quesito che tutti si pongono? Devi monitorare.

L’HubSpot State of Inbound Marketing Report del 2016 mostra che il 79% delle aziende che hanno preso parte al loro studio ha visto incrementare il proprio ROI grazie al blog aziendale.

Stiamo parlando di imprese che fanno inbound marketing, come te: imprese che hanno un business online o che utilizzano internet come uno dei canali principali di acquisizione di clienti.

Statistiche: aziende che investono nel blog e consumatori interessati ai post delle aziende | fonte: HubSpot Report

Cosa c’entra tutto questo con il monitoraggio? C’entra, eccome.

Per conoscere quali frutti raccogli dal tuo investimento, devi monitorare sin dall’inizio del performance del tuo sito. Anche se non trovi uno strumento che possa calcolare automaticamente il tuo ROI, è indispensabile fare i conti anche manualmente.

Quali sono gli indicatori da tenere sotto controllo?

  • Traffico: sessioni registrate e numero di singoli visitatori
  • Conversioni monetarie: i guadagni derivanti dalla vendita online
  • Conversioni lead e prospect: utenti iscritti al blog, alla newsletter o richieste di informazioni e preventivi
  • Share: diffusione dei tuoi contenuti, come condivisioni sui social, piattaforme e persone che consigliano il tuo sito con un link o una citazione

Parleremo approfonditamente di monitoraggio nei prossimi moduli del corso.

Per ora, hai tutto ciò che ti serve per preparare il tuo sito a ricevere traffico targhettizzato.

Write your comment Here