Imparare a scrivere di più

1.7.3. Imparare a scrivere di più

In questo capitolo vedremo quanto è importante monitorare alcuni parametri che indicano la qualità delle prestazioni del proprio SEO copywriting.

Non entriamo ancora nel merito di metriche e diagrammi. Gli indicatori di cui parliamo in questo capitolo sono di facile calcolo e comprensione.

Si tratta di: quanto scrivi, come scrivi e con quale frequenza.

Volendo riassumere, potremmo dire che sono queste le metriche da monitorare per testare la bontà del copywriting. I cosiddetti Key Performance Indicators o KPI ben noti a chiunque si occupi di marketing on e off line.

Come in ogni business, anche chi fa di internet la sua attività deve raggiungere un break even point. E per arrivare a questo punto di pareggio, occorre riuscire a scrivere di più e meglio nel minor tempo possibile.

Non è un’utopia, ma un mestiere.

Che si apprende con la pratica e i consigli giusti. Cominciamo subito. Vediamo quali sono gli indicatori che rivelano la qualità del copywriting e come fare a soddisfare i requisiti.

Scrivere in maniera efficace ed efficiente

Dopo aver parlato a lungo dei requisiti SEO dei testi di un blog, è ancora necessario spendere qualche parola su cosa occorre fare perché questo lavoro diventi nel tempo pienamente sostenibile, in termini di ritorno economico e di ore spese.

Per prima cosa, bisogna imparare a pensare e a scrivere velocemente, mantenendo uno standard qualitativo buono e apprezzabile.

Dovrai imparare a monitorare quante parole scrivi in un’ora.

Per fare un test di partenza, puoi provare questo strumento gratuito che ti permette di verificare quante parole riesci a scrivere in un minuto, ricopiando un testo dato.

Ovviamente, battere un testo già pronto non è come scrivere qualcosa di proprio pugno. Ma provare può essere divertente: puoi anche richiedere gratuitamente un certificato che attesta la tua velocità di scrittura.

Mettendo da parte i facili entusiasmi, ecco un test che potresti fare quotidianamente e in autonomia per tenere sotto controllo le tue performance.

Prima assicurati di avere tutto ciò che ti serve per scrivere. Aspetta di leggere questo capitolo fino alla fine: non metterti subito alla prova, perché i risultati potrebbero essere falsati.

Arrivato a questo punto, dovrai avere a disposizione (a portata di mano!):

  1. Titolo del testo da scrivere
  2. Lista di keyword principali e secondarie e altre parole strategiche
  3. Scaletta definitiva del testo
  4. Elenco organizzato delle fonti di informazione a cui attingere

Se hai tutto quello che abbiamo appena elencato, ora prendi lo smartphone e imposta il timer a 30 minuti.

Dal momento in cui inizierai a scrivere, dovrai battere il testo per 30 minuti filati, senza distrazioni, e smettere solo allo scadere di questa mezz’ora.

Tutto chiaro? Prova.

Quante parole sei riuscito a scrivere in 30 minuti? Ora, prenditi 5 minuti di pausa: allontanati dal testo e dal lavoro. Poi rimettiti al pc e scrivi per altri 30 minuti come hai fatto prima.

Per iniziare, ti consigliamo di scrivere in due sessioni da 30 minuti, anziché in un’intera sessione di un’ora. Il rischio di perdere la concentrazione è alto, se pretendi di non staccare le mani dalla tastiera per 60 minuti di seguito, da “principiante”.

Se te lo stai chiedendo, i professionisti del copywriting in un’ora scrivono almeno 1000 parole.

Non devi aspirare allo stesso risultato: tu non sei un copywriter ma un marketer che si avvale del copywriting per fare business. Ma sii sempre motivato ad alzare l’asticella delle tue prestazioni, restando in un ambito di fattibilità.

Considera anche che la complessità dell’argomento fa la differenza. Scrivere un articolo sui colori Pantone dell’anno è ben altra cosa rispetto alle lezioni sul quadro normativo della SRL semplificata, ad esempio.

Perciò, un obiettivo ragionevole per il tuo caso è scrivere almeno 500 parole in un’ora.

Ecco altri strumenti che puoi utilizzare per concentrarti sulla scrittura rapida ed efficace.

1 – Il tomato-timer che trovi qui. Oppure in versione mobile app. Vediamo di cosa si tratta. Conosci la tecnica del pomodoro? Negli anni ‘80 lo sviluppatore di software Francesco Cirillo “brevettò” un metodo semplicissimo per ottimizzare i tempi: cronometrare i minuti di lavoro utilizzando un timer da cucina a forma di pomodoro (non che la forma sia importante). La tecnica del pomodoro impone questa scansione dei tempi (e del lavoro):

  • Lavorare al massimo della concentrazione per 25 minuti di seguito;
  • Pausa di 5 minuti allo scadere di ogni timer;
  • Dopo 4 pomodori (2 ore circa) una pausa dai 15 ai 30 minuti è d’obbligo.

2 – Freedom, l’app mobile e web per bloccare qualunque sito o app dello smartphone che possa distrarre. In realtà, basterebbe solo mettere il cellulare offline e chiudere tutti i siti che generano distrazione.

3 – Infine, per dare la caccia agli errori del testo, prova Language Tool, completamente gratuito.   Ma a furia di parlare di velocità ed efficienza ci siamo forse dimenticati della qualità? Nient’affatto.

La rapidità di scrittura da sola non vale niente: l’obiettivo vero è riuscire a scrivere qualcosa di valora, ottimizzando i tempi. E non ottimizzare i tempi anche a costo di scrivere un contenuto di qualità infima.

Per verificare la qualità dei contenuti, metti alla prova ogni tuo testo, ponendoti queste domande:

  • Risponde in maniera ampia e accurata alle domande del lettore?
  • Copre gli argomenti strategici come gli altri articoli della stessa nicchia posizionati in prima pagina?
  • fornisce un “valore aggiunto” alla discussione sul tema? Dà qualche informazione in più? O offre un punto di vista diverso?
  • Grammatica, sintassi, punteggiatura e formattazione vanno bene?
  • Sembra un buon articolo? A prima vista, lo leggeresti se fossi un lettore?

Ma come e quando si raggiunge il “punto di equilibrio” per un buon articolo? Se pensi che ogni testo debba essere un contenuto da 10 e lode, ti sbagli. Gli articoli eccellenti non possono essere la norma, lo standard. Perché richiedono troppo tempo e troppe energie.

Prova a fissarti un obiettivo realistico e sostenibile: scrivere articoli che meriterebbero un 8 pieno, o un 7/7 e mezzo. Non scendere sotto questo standard qualitativo, altrimenti il copywriting rischia di essere vanificato.

In poche parole, non puntare al perfezionismo, perché limita la tua attività creativa e di pubblicazione. Opta, piuttosto, per contenuti ben pensati, ben organizzati e ben realizzati, senza pretendere il massimo.

E non dimenticare di lasciare un po’ di “mistero”, altrimenti i tuoi lettori non saranno mai spinti a pagarti per ricevere la tua consulenza.

Ampliare la copertura sui temi del blog

Abbiamo già detto che in ottica SEO è importante coprire ciascun argomento da tutti i punti di vista, al fine di trattare nel proprio sito tutti i topic, le domande e le chiavi di ricerca che interessano gli utenti.

Al di là dell’aspetto SEO e puramente tecnico, coprire un argomento a 360 gradi è importante anche ai fini della qualità del tuo blog. E, oltre ad essere indispensabile, è anche una strategia utile per avere sempre qualcosa di cui scrivere.

Prendiamo a titolo esemplificativo l’argomento “pizza”. Ipotizziamo che hai già scritto una serie di articoli 5 articoli per ciascuno di questi temi:

  • tutti i tipi di pizza esistenti al mondo
  • luoghi migliori per mangiare una pizza buonissima
  • consigli per fare una pizza eccellente anche a casa
  • motivi per cui non si può fare a meno della pizza

Ora, ti senti bloccato. Non sai più cosa scrivere e ti sembra di aver esaurito qualunque argomentazione sulla pizza.

Come fare a uscire dall’impasse? Facendo delle ricerche che vadano oltre l’elenco delle tue keyword di riferimento.

Per scrivere un buon contenuto – con o senza il blocco dello scrittore – è importante avere delle fonti di informazione di riferimento.

Anche in questo corso di tanto in tanto trovi delle fonti, lo hai notato? Nei moduli tecnici sulla SEO abbiamo citato massimi esperti della materia (come il sito Moz), oppure gli strumenti che abbiamo utilizzato.

Avere delle fonti di riferimento è indispensabile per ampliare i propri orizzonti, le proprie conoscenze. Ma anche per dare forza alle proprie argomentazioni. O, al contrario, per mostrare pareri divergenti su determinati temi.

In qualunque caso, citare fonti autorevoli rende il tuo contenuto più credibile. Fa capire che alla base è stato fatto un lavoro di ricerca e documentazione.

Pensa che nel giornalismo è quasi impossibile scrivere qualcosa se non è supportato da fonti accertate (a meno che non si tratti di articoli di opinione o di giornalismo speculativo). Mentre nel web, nei blog in particolar modo, che non costituiscono testate giornalistiche registrate, questa buona pratica spesso viene del tutto ignorata o volutamente snobbata.

Ma per emergere dal marasma della SERP, bisogna diventare autorevoli.

Quindi, informarsi sugli argomenti che si vogliono trattare, scoprire se qualcuno si approccia in maniera diversa a tale tema, se esistono delle controversie, delle diverse scuole di pensiero, delle tendenze di cui non avevi mai sentito parlare, degli strumenti utili per i lettori, dati e statistiche, casi di studio e così via. Insomma, occorre fare ricerca.

Ecco un aiuto per fare delle ricerche approfondite su Google.it.

Digita nella stringa di ricerca gli operatori indicati nella tabella per esplorare nuovi contenuti relativi ai tuoi topic e keyword.

Query per una ricerca approfondita su Google | fonte: mysocialweb.it

Non limitare le ricerche a Google.it, ma prova a sondare la rete globale o almeno i risultati di ricerca in lingua inglese, per ottenere maggiori risultati. Come suggerito in altri moduli, non tralasciare Google News, i social network e i forum.

Ma viene prima il titolo dell’articolo o la ricerca?

La ricerca, indubbiamente. A meno che tu non vada a trattare un argomento che padroneggi al 100% e senza esitazione alcuna.

Se lo scopo è quello di ampliare la copertura su un tema, allora dovrai prima vedere cosa scrivono gli altri su questo tema, e cosa si domandano gli utenti.

Ecco cosa fare, in pratica, per scrivere più articoli su un tema, o per trovare altri argomenti caldi.

1- Raccogliere 15-20 fonti di informazione: articoli, video, post sui social, discussioni nei forum

2- Scremare le fonti fino ad arrivare a 3-5 che reputi interessanti

3- Analizza attentamente le argomentazioni e le tesi che queste fonti espongono: cerca punti di convergenza e di divergenza, cerca punti di vista e approcci diversi, confronta i dati, le nozioni e le opinioni

4- Fai una bozza schematica dei punti cardine da trattare nel tuo articolo

5- Scrivi il titolo dell’articolo

6- Sviluppa l’articolo usando due ancore principali: da una parte, i tuoi contributi e dall’altra, quelli reperiti dalle fonti di informazione: vanno bene esperienze, opinioni, case history, dati, strumenti utili.

Ma quanto tempo bisogna impiegare per ogni fase? Quanto ci vuole per passare dalle ricerche, alla scrittura, fino ad arrivare all’articolo finito?

Nel prossimo modulo ti proponiamo la nostra soluzione.

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